SETTIMA LEZIONE: La Condivisione Onirica
La Condivisione onirica è quella che ha colpito il nostro Harry Potter. Egli infatti (si presume a causa della sua cicatrice) ha un collegamento diretto con Voldemort. Tuttavia, come si sa, questo collegamento non comportava nessun “atto forzato” da entrambi le parti, ovvero, in parole povere, Harry non era posseduto ne possedeva, ma condivideva un’azione non propria con un’altra persona (Voldemort appunto), senza che questi abbia realmente voluto che ciò accadesse.
Tuttavia c’è un intrigo di mezzo: Il pitone (quello che ferisce il signor Arthur in cui si ritrova Harry in uno dei suoi ricorrenti sogni, beh, era posseduto da Voldemort…e secondo me è solo per questo che Voldemort si accorge della sua presenza.
I babbani lo chiamano: “sogno lucido”; definito come: Stato onirico nel quale il sognatore diventa consapevole del fatto che sta sognando.
E da un’ipotesi degli occultisti babbani troviamo la risposta!!! Ecco come si può giungere alla condivisione onirica: Tramite i sogni.
Dunque se mai avete fatto un “sogno lucido” vi consiglio di ritirarlo fuori dai vostri ricordi e analizzarlo bene. Quel sogno in realtà era una scena reale in cui vi siete impersonificati, nella quale esisteva, condivisa con voi, un’altra entità. Non so dirvi con precisione perché questo avvenga, ma vi sono alcuni pericoli: primo tra tutti rimanere intrappolati dal sogno essendo costretti a vivere mezzi qua e mezzi là…la nostra metà terrena impazzirà alla ricerca di quella sognante…saremo considerati pazzi..tipo i Paciock, ma, comunque, il loro è un caso diverso. In secondo luogo, non conoscendo le vere cause di questi fenomeni si preferisce consigliare di non praticare questi eventi anche e soprattutto se spontanei. Nota: secondo me non c’è niente di male se sono indotti con la propria volontà anche se potrebbero danneggiare altri…per questo consiglio cautela e se possibile sperimentazioni controllate da persone competenti con scelta di definizione onirica. La definizione onirica è il “luogo” fisico-mentale-temporale in cui ti vorresti ritrovare durante l’esperienza di condivisione.
Tornando ai pericoli della condivisione, una particolare situazione, che ci ricorda un po’ Harry, è il fatto che potreste essere indotti e convinti, mediante tali eventi, a fare qualcosa di rischioso e pericoloso non solo per voi stessi ma anche per gli altri. In questo caso è adatto solo un atteggiamento: calma. Tutto il resto è opinabile. Analizzare la situazione, cercare prove, in fretta, ma cercarle in modo da non cadere in una trappola. Mi da l’idea che per le forse oscure sia molto più divertente torturarvi che uccidervi ma non considerate questo insegnamento come un assioma o un qualcosa di vero, come ogni cosa esso è mezzo vero e mezzo falso.
Questi “sogni lucidi” sarebbe meglio chiamarli: “Allucinazioni ipnagogiche”, perché molto spesso non reali e indotte in un luogo fittizio del condivisore che vi attrae a se…(vedi per esempio la magistrale allucinazione creata da Voldemort in Harry del suo padrino Black in fin di vita al ministero).
.Bene, ora guardiamo gli effetti che la Condivisione crea sul corpo oltre al disagio che crea nella mente.
Al risveglio si ha una grande sudorazione, voltastomaco che induce a vomito e a volte paralisi; ma solo nel sonno. Si chiama appunto paralisi nel sonno. Quest’ultimo fenomeno, che fa pienamente parte della condivisione rendendovi ancor più assenti e incapaci di agire, si attribuisce, secondo la tradizione al vecchio Hag, nome coniato a Terranova, in Canada, per identificare un personaggio terrificante responsabile di questo genere di aggressioni. Il vecchio Hag è lo stesso in tutto il mondo: in Germania lo chiamano Mare (da cui deriva il termine inglese nightmare, incubo), gli scandinavi Mara, i greci Mora, follia. Una variante popolare del vecchio Hag è l’incubus, il “demone amante”, che non disdegna di cosciente di ciò che accade intorno a lei ma, nel contempo, può intrappolarsi nelle vostre allucinazioni ipnagogiche.
Questa è una creatura difficile da scrollarsi di dosso; ma ne parleremo anche quando parleremo della possessione. Vedrete che vi darò ottimi consigli per renderla innocua.
Per molte vittime, il primo sintomo della condivisione è uno strano rumore, che di volta in volta può essere un ronzio, un gemito sommesso, un rumore di passi, urla, fragorose risate… di solito è qualcosa che ti porta alla curiosità di vedere. In Harry, infatti, troviamo il ricorrere delle immagini della porta..che suscitano profondissimo interesse in lui. A questi fenomeni acustici possono far seguito movimenti scomposti del corpo simili a convulsioni. A volte capita di provare l’aspetto più terrorizzante della Condivisione e cioè: la sensazione di una presenza inquietante senza che si veda nessuno…alcuni, come Moody, dicono che questa sensazione è positiva in quanto quella presenza potresti essere tu stesso, o meglio l’altro…con cui condividi. Questo significa che hai ottenuto un buon livello di controllo sull’altro, anche se ne hai paura. Secondo me questo è tutto da provare! Ma si avvicina molto a come può essere.
Come prevenire dunque questi fenomeni? Sempre all’erta; attenzione ai momenti vulnerabili! I momenti vulnerabili non sono solo il sonno e la stanchezza ma anche, per esempio, le emozioni! Nei momenti di condivisione, infatti, c’è il rischio di condividere appunto, anche i propri pensieri e soprattutto, le proprie emozioni. È un gioco sporco e là più che mai le dovete controllare. Inoltre come ben potete immaginare là non avrete la bacchetta che invece potrete usare contro l’incantesimo legilimens, ma se imparate qua all’inizio a respingere con la mente la bacchetta non vi occorrerà.
Il drago è la creatura più forte mentalmente…se vi trovate a condividere con un drago è un cattivissimo segno…o buonissimo…tuttavia non provate mai a fargli l’incantesimo legilimens penso che neanche Voldemort sia in grado di batterlo così…i suoi pensieri sono diversi dai nostri..modelli diversi